Comunicato n. 48 del 12 ottobre 2012 sullo scippo dell’Arsenale da parte del Consorzio Venezia Nuova

Lo scippo dell’Arsenale da parte del Consorzio Venezia Nuova non è dell’altro ieri ma risale al giugno del 2005 quando dopo un blitz notturno il Governo Berlusconi assegnò contro il volere della città parte dello storico compendio alla gestione e alla manutenzione del Mose: quel Mose imposto a Venezia non per la sua salvaguardia ma per perpetuare la presenza di un Porto ormai incompatibile all’interno della laguna.
Senza il Porto, infatti, o con un Porto accessibile solo da navi che per dimensioni e pescaggi consentissero la riduzione delle sezioni delle bocche portuali e dei fondali dei canali marittimi, si potrebbe oggi davvero procedere a quel recupero morfologico della laguna altrimenti impossibile, con l’inevitabile contorno delle acque alte in città. La scelta ingegneristica del Mose, dunque, mira a garantire più la portualità che non la sicurezza della città.
Per questo, il Comitato NO Grandi Navi si oppone al nuovo blitz con il quale il Governo Monti riconferma lo scippo e certamente parteciperà alla manifestazione che domenica griderà al mondo che l’Arsenale è della città e non dei poteri forti che cercano di fare i loro affari sulla pelle di Venezia.
Nel contempo, però, il Comitato pretende che il sindaco, Giorgio Orsoni, apra finalmente un dibattito pubblico e trasparente per decidere tutti assieme, cittadini e Amministrazione, cosa fare dell’Arsenale una volta riconquistato alla città. Marine per Vip, alberghi e piscine, come si teme, si facciano da un’altra parte, magari nella Marittima liberata dalle grandi navi, e anche la Biennale non ecceda nei suoi appetiti: non vediamo dove sia l’affare nel togliere l’Arsenale al Demanio italiano per consegnarne agli Stati esteri ampi spazi, poi destinati a restare vuoti e inutilizzati 10 mesi all’anno come i Padiglioni dei Giardini.

Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune

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