Comunicato stampa – Il Mo.S.E. arriva a Bruxelles. Zanoni: «Bisogna fare chiarezza sulla grave questione del Mo.S.E.»

Andrea Zanoni, deputato al Parlamento europeo

Comunicato stampa del 21 agosto 2013

Il Mo.S.E. arriva a Bruxelles. Zanoni: «Bisogna fare chiarezza sulla grave questione del Mo.S.E.»

L’eurodeputato Andrea Zanoni ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea per la possibile violazione degli indirizzi comunitari sul monitoraggio della realizzazione del progetto Mo.S.E. e della sorveglianza sulle misure volte a limitarne l’impatto ambientale: «L’Europa è a conoscenza dell’indagine giudiziaria di luglio che ha condotto agli arresti domiciliari di ben 7 persone?»

«Qual è l’esito dell’attività di sorveglianza in merito alla realizzazione delle misure proposte dalle Autorità italiane in occasione della chiusura della procedura di infrazione? L’Europa è a conoscenza dell’indagine giudiziaria che, lo scorso luglio, ha portato agli arresti domiciliari di ben 7 persone?» Lo chiede Andrea Zanoni, eurodeputato ALDE e membro della Commissione ENVI Ambiente, Salute Pubblica e Sicurezza Alimentare al Parlamento europeo, con un’interrogazione alla Commissione europea.

Il 15 luglio 2008, la Commissione aveva chiesto che le attività connesse al monitoraggio della realizzazione del progetto Mo.S.E. fossero poste sotto la responsabilità di un ente indipendente rispetto a quello direttamente o indirettamente coinvolto nell’esecuzione dei lavori. Con l’Accordo di Programma dell’11 dicembre 2008 intercorso tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti – Magistrato delle acque di Venezia e Regione del Veneto si individuava tale ente nell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA).

Il 21 gennaio 2013, con un nuovo accordo, veniva revocato l’incarico all’ISPRA, stabilendo contestualmente che a subentrare nelle relative funzioni fosse la Regione Veneto (2) e, in particolare, l’Unità di Progetto Coordinamento Commissioni VAS-VINCA-NUVV. Tale ente fa parte della Segreteria regionale per le Infrastrutture del Veneto e, quindi, non risponde al requisito di indipendenza richiesto dalla Commissione.

Per il progetto Mo.S.E. era stata avviata una procedura d’infrazione per possibili violazioni della Direttiva “Habitat” 92/43/CEE, archiviata solo perché le Autorità italiane avevano proposto misure per limitare l’entità dei danni agli ecosistemi e per compensare l’impatto dell’opera, sulle quali la Commissione aveva annunciato di voler vigilare.

«Oltre 500 militari della Guardia di Finanza hanno effettuato perquisizioni nell’ambito di uno scandalo di appalti distorti in favore di alcune imprese amiche e fatture false – ha ricordato Zanoni – L’operazione ha condotto ad arresti e a più di cento indagati, facendo scoppiare un terremoto nel Consorzio Venezia Nuova, la società che si occupa della costruzione delle dighe mobili in laguna».

A Venezia, venerdì 2 agosto scorso, Zanoni ha incontrato i rappresentanti del Comitato “No Grandi Navi” che sta vigilando sul progetto Mo.S.E (FOTO e VIDEO): «Con i cittadini che ho incontrato mi sono impegnato a portare all’attenzione dell’Europa le indagini tuttora in corso e a far luce sullo scandalo che ha investito quest’opera – ha concluso Zanoni – Ho chiesto, quindi, alla Commissione, quali iniziative intenda intraprendere per verificare se le Autorità italiane con il nuovo Accordo di Programma abbiano disatteso le indicazioni d’indipendenza richieste dall’Ue e quale sia l’esito dell’attività di sorveglianza svolta in merito realizzazione delle misure proposte dalle Autorità italiane in occasione della chiusura della procedura di infrazione».

Il prossimo 30 agosto, alle 11.30, Zanoni ritornerà a Venezia,  presso il Comune, per partecipare ad una conferenza stampa indetta dall’associazione Ambiente Venezia sulla questione del Mo.S.E.

 

BACKGROUND

A metà luglio 2013, al termine delle indagini, il Nucleo di Polizia Giudiziaria di Venezia ha eseguito 14 provvedimenti restrittivi che hanno visto coinvolti il Consorzio Venezia Nuova e altre società consorziate impegnate nei lavori di costruzione del Mo. S.E. Sono stati sette gli arresti domiciliari e altri sette gli obblighi di dimora notificati nelle 140 perquisizioni effettuate dalle Fiamme gialle. Tra gli arrestati, Giovanni Mazzacurati, già Presidente e Direttore Generale del Consorzio Venezia Nuova, dimessosi lo scorso 28 giugno, e Pio Savioli, Consigliere del Consorzio Venezia Nuova. Le accuse sarebbero quelle di fatture false (che ammonterebbero a sei milioni di euro) e appalti distorti.

Sono scattati gli arresti domiciliari per Federico Sutto, dipendente del Consorzio Venezia Nuova; Roberto Boscolo Anzoletti, rappresentante legale della Lavori Marittimi e Dragaggi Spa; Mario Boscolo Bacheto, Amministratore di fatto della Cooperativa San Martino; Stefano Boscolo Bacheto, Amministratore di fatto della Cooperativa San Martino; e Gianfranco Boscolo Contadin (detto Flavio), Direttore Tecnico della Nuova Co.ed.mar.

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