Grandi Navi, torna la mobilitazione

Gazzettino –

PROTESTA IN BACINO – Riaperta la “caccia” alle grandi navi – Gli attivisti del comitato No grandi navi si sono riuniti ieri a Saccafisola per discutere le strategie e preparare le iniziative per il 2013.

L’ASSEMBLEA – Il Comitato intende allargarsi. Aperture anche ai grillini

A SACCAFISOLA – Non c’è il mega striscione ma cartelli e fischietti

MSC DIVINA – Gigante del mare. I passeggeri dai ponti filmavano la scena

Qualche tensione per la “contro manifestazione” in motoscafo del comitato Cruise Venice

Per il passaggio di Msc Divina e la prima protesta di stagione del comitato No grandi navi, un centinaio i partecipanti ieri al pranzo di raccolta fondi (1.000 euro, su un incasso di 2.000), alla successiva assemblea e a manifestare da Sacca Fisola con trombette, fischietti, cartelli e megafoni. Ma senza megastriscione, lasciato a casa per dimenticanza dal suo custode.
Durante la riunione dei contrari alla circolazione in laguna dei giganti del mare, è emersa la volontà di dare rilievo nazionale e internazionale alla protesta. Lasciando da parte “il vocabolario da comitatismo”, monitorando con attenzione i livelli istituzionali e facendo fronte comune con le organizzazioni ambientaliste e chi è contrario alle grandi opere:

«Venezia non è la Val di Susa, ma una sua primavera è possibile – ha detto qualcuno – Occorre una grande mobilitazione. Estesa a tutti, ma in modo particolare a chi, come Grillo, sta interpretando la voglia di cambiamento che attraversa il Paese».

Sulla necessità di allargamento, concordi Tommaso Cacciari dei centri sociali e Luciano Mazzolin di Ambiente Venezia. E a tale scopo, il primo ha annunciato una grande manifestazione veneziana l’8 e il 9 giugno, con incontri pubblici e seminari seguiti da una giornata nazionale contro le grandi opere. Mentre Silvio Testa, portavoce del Comitato, ha concentrato l’attenzione su aprile, e alla possibilità di abbinare una protesta alla domenica ecologica, «perché le navi, contrariamente alle auto e alle barche, potranno circolare».
Poi, tutti in riva contro Msc Divina, partita puntualmente alle 17. Tra i manifestanti, Cristiano Gasparetto di Italia Nostra, Stefano Boato, il consigliere municipale Roberto Vianello e l’ex presidente Roberto Castelli. Insieme a Giuseppe Tattara, già docente cafoscarino e autore di un report su costi e ricavi del traffico crocieristico a Venezia. Discreta la sorveglianza della Digos. E dalla Capitaneria di porto, nessuna segnalazione di criticità, per una manifestazione limitata alla riva. Solo sorpresa tra i presenti per il contemporaneo passaggio di un lancione gran turismo, con persone e striscioni a favore delle grandi navi (che, ha sottolineato in un comunicato il presidente del Comitato Cruise Venice, Massimo Bernardo, «assicura oltre 6.000 posti di lavoro diretti, e una ricaduta annua sul territorio di 180 milioni di euro»). Lancione e striscioni salutati da fischi, «Vergognatevi», «Pagliacci» e persino da un «Ecco gli schiavi di Trevisanato».

 

ACCORDO BLUE FLAG II – LE REAZIONI

«Sarà solo carburante meno sporco, non pulito»

«L’accordo Blue Flag II sulla laguna green zone e sul carburante a impatto zero? Confesso di non essere una persona esperta in materia, ma è il buon senso a dirmi che non ne esiste di pulito. Quello d’ora in avanti utilizzato a Venezia sarà semplicemente meno sporco».

Lapidario il giudizio di Silvio Testa, portavoce del Comitato no grandi navi, sulla decisione delle compagnie di navigazione di utilizzare in laguna sin dalle bocche di porto combustibili «verdi» con un tenore di zolfo non superiore allo 0,1%.
Una decisione salutata con soddisfazione dal sindaco Giorgio Orsoni, che ha sottolineato come per l’Unione Europea il limite consentito sia dello 0,5%. Ma che Testa attribuisce esclusivamente alle proteste di No grandi navi, e alla sua attenzione verso questo tema:

«La drastica riduzione delle emissioni di inquinanti è sempre stato tra i punti fondamentali del nostro programma. In quest’ottica, il risultato può essere letto solo come un primo successo del Comitato dopo la raccolta firme e un anno di battaglie – precisa – Tuttavia, la regola sarà valida unicamente per Venezia e non per le altre città portuali. E nel merito, anziché un accordo bonario tra Comune e compagnie di navigazione, avremmo preferito un decreto ministeriale, che ampliasse la concessione? Per grazia ricevuta a tutta l’Italia».

Il portavoce di No grandi navi, nel ribadire che il carburante è sempre e comunque sporco e che

«lo 0,1% è ben lontano dallo 0,01 prodotto da un automobile», sottolinea che la decisione è limitata alle emissioni di zolfo, «lasciando da parte gli altri inquinanti, che sono tantissimi».

E pur riconoscendo l’interessamento del sindaco, polemizza con lui per i ringraziamenti rivolti alle compagnie di navigazione:

«Non si capisce bene per cosa dovremmo ringraziarli – sbotta – Seppur in misura minore che in passato, continueranno a creare problemi mai seriamente affrontati e di varia natura alla città e alla sua laguna».

V.M.C.

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