L’accordo Venice Blue Flag

Apprendiamo che questa mattina presso il Comune di Venezia viene firmato l’accordo Venice Blue Flag 2017; negli anni passati l’accordo si è dimostrato una mossa puramente pubblicitaria!

Molti sono stati gli episodi documentati da fotografie e filmati che denunciavano le emissioni nerastre e nauseabonde che uscivano dai fumaioli delle navi da crociera in fase di attraversamento della nostra laguna e della nostra città o in fase di ormeggio alla Marittima.

Da diversi anni denunciavamo ciclicamente questi episodi di evidenti inquinamenti atmosferici che tutti potevano vedere;

ogni volta tramite stampa, Autorità Portuale e VTP, dichiaravano che tutto era sotto controllo.

Gli enti preposti al controllo continuavano a tacere e a non rispondere alle nostre segnalazioni.
Alla fine di settembre 2016 solo grazie ad alcuni articoli emerge che la Capitaneria di Porto di Venezia negli ultimi due anni aveva fatto diversi controlli sui carburanti utilizzati dalle navi da crociera e avevano fatto la bellezza di 11 multe per aver utilizzato carburante con valori di zolfo “fuori legge” !!!!

Nel 2015 su 60 controlli 6 navi sono state multate

Nel 2016 su 80 controlli 5 navi sono state multate

Per due anni tutti hanno nascosto alla popolazione di Venezia e della sua Laguna queste informazioni!
E’ questa la trasparenza e l’informazione prevista dalle leggi Italiane???

Era questo il Venice Blue Flag !?!?

Chiediamo al nuovo Presidente dell’Autorità Portuale e al Comandante della Capitaneria di Porto che tramite i loro siti, vengano resi noti tutti i dati relativi alle irregolarità rilevate negli anni precedenti e quelle che verranno rilevate nei controlli futuri.

(data della verifica, Nome della Nave, compagnia di Navigazione, tipo di carburante usato, importo della multa emessa)

Sull’inquinamento derivante da traffico acqueo in Laguna  ricordiamo a tutti che:

In base all’ultimo studio dell’ARPAV (Progetto Apice-luglio2013), in Laguna

il traffico portuale commerciale emette il 18% di polveri sottili (PM2,5);

il traffico passeggeri (traghetti e navi da crociera) il 12%;

il traffico acqueo locale (vaporetti, e altre imbarcazioni pubbliche e private) il 14%,

per un totale appunto del 44% sulle emissioni complessive di polveri sottili (PM2,5).

Come denunciamo da anni la centralina per il monitoraggio della qualità dell’aria dell’ARPAV di Sacca Fisola (l’unica in Laguna) è assolutamente inadeguata anche per la sua localizzazione.

Una grande nave (da crociera o mercantile) inquina come 14.000 automobili, ma anche vaporetti, motonavi ACTV, lancioni granturismo, imbarcazioni da trasporto o da diporto non scherzano, visto che contribuiscono per un 14% dell’inquinamento complessivo e in questi giorni di emergenza le navi da crociera non c’entrano perché la stagione croceristica riprende ad aprile.

Nostre rilevazioni – effettuate in questi ultimi anni (2014-2015-2016) con l‘Associazione tedesca NABU – sulle polveri ultrasottili – le più pericolose per la salute – hanno dimostrato che in diverse parti della città si raggiungono livelli estremamente pericolosi.

Per quanto riguarda il traffico acqueo in città ed in Laguna chiediamo:

  • una efficiente rete di rilevazione degli inquinanti in Laguna e in centro storico;
  • che le grandi navi da crociera si fermino fuori dalla Laguna;
  • che tutti i mezzi acquei circolanti in laguna e in città utilizzino carburanti a basso tenore di zolfo ;
  • che tutti i mezzi acquei circolanti in laguna e in città utilizzino le migliori tecnologie antiinquinamento attualmente a disposizione, come filtri antiparticolato o sistemi catalitici per riduzione delle emissioni; esistono poi una vasta gamma di motori marini di nuova generazione poco inquinanti (ibridi, elettrici, a gnl);
  • rottamazione dei mezzi più inquinanti pubblici e privati, con contributi pubblici per la riconversione.

Concludendo chiediamo che il Porto di Venezia segua l’esempio di alcuni porti virtuosi che si stanno radicalmente trasformando per diventare sempre più  ecocompatibili (Porto di Los Angeles e alcuni porti del nord europa)

Diversi porti hanno introdotto incentivi economici e sconti sulle tasse portuali alle navi “pulite” che si sono dotate di motori di nuova generazione e/o di tecnologia antiinquinamento, o che utilizzano carburanti puliti.

In diversi porti si è intervenuto installando sistemi ecologici di produzione di energia elettrica: turbine eoliche, pannelli solari, onde e correnti di marea,….

Diversi porti hanno realizzato sistemi di fornitura di energia elettrica da terra o da chiatta alle navi in fase di ormeggio. L’energia elettrica fornita alle navi è prodotta con sistemi ecologici.

In diversi porti le varie attività portuali in terra ed in acqua vengono fatte con mezzi elettrici (gru, carrelli elevatori, camion, rimorchiatori) e le batterie vengono caricate con pannelli solari e turbine eoliche.

Il 28 marzo a Roma, presso il Centro Congressi Frantani, ci sarà il convegno internazionale “Ridurre l’inquinamento atmosferico delle navi nel Mar Mediterraneo” promosso dall’associazione tedesca NABU e da associazioni ambientaliste di Francia, Spagna, Grecia, Italia; verrà presentata la campagna internazionale “Facciamo Respirare il Mediterraneo” che si propone di ottenere dagli stati membri europei che si affacciano sul Mediterraneo (Italia, Grecia, Spagna , Francia) la designazione delle loro acque nazionali e l’intero Mediterraneo “Zona controllata per le emissioni di zolfo”.

Chiediamo al Governo e al Parlamento di adottare nelle acque territoriali italiane le normative e i limiti imposti a livello internazionale nelle aree SECA (zone di controllo delle emissioni di zolfo).

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