Comunicato n. 83 sui rapporti tra salute e crocerismo

Venezia, 11 luglio 2013

IN LAGUNA SOLO LE NAVI UTILI E COMPATIBILI

La prestigiosa rivista Lancet ha pubblicato l’esito di una ricerca condotta per 13 anni su 300 mila persone di nove paesi europei che per la prima volta dimostra in modo incontrovertibile il rapporto tra l’insorgere di tumori ai polmoni e l’inquinamento da polveri sottili. L’Italia è risultata essere tra i paesi eruropei più inquinati.
L’Istituto Oncologico Veneto stima che tra Venezia e Mestre vi sia statisticamente un eccesso significativo di casi di neoplasia del polmone rispetto al resto d’Italia: un ben triste primato.
L’Arpav ha dimostrato che il traffico croceristico è a Venezia la maggior fonte di inquinamento atmosferico: la produzione di polveri sottili è praticamente pari a quella prodotta dal traffico automobilistico di Mestre (Apice, Common Mediterranean strategy and local practical Actions for the mitigation of Port, Industries and Cities Emissions, Modelli e Metodi per l’indagine, tab. 19 pag. 30).
Noi non diciamo, come Agatha Christie, che tre indizi fanno una prova, ma certamente i fatti richiedono una profonda riflessione e invitano a ispirare ogni scelta a quel principio di cautela che fin qui è mancato. Il passaggio delle grandi navi in Bacino di San Marco è certamente un gravissimo problema, ma questo modello di crocerismo improntato a un gigantismo insostenibile ne comporta molti altri, il primo dei quali è il rischio per la salute.
Dunque non si tratta solo di togliere le navi dal Bacino di San Marco (l’unico problema del presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa), o di farlo togliendole dalla Marittima (l’unico problema del sindaco, Giorgio Orsoni), ma di allontanarle da un centro urbano densamente abitato e dal cuore di un sistema ambientale delicato e fragile, come si farebbe se fossero delle fabbriche. Queste navi inquinano infatti come fabbriche ma non hanno nessuno dei controlli che dovunque nel mondo si fanno sulle fabbriche: esse vanno allontanate dalla laguna.
Dove e come va deciso anche sulla base di un’attenta valutazione dei costi e dei benefici che aiuti a contemperare le esigenze dell’impresa economica e del lavoro con quelle più generali della collettività, e le valutazioni offerte ieri dall’Associazione Veneziana Albergatori che hanno smontato le trionfalistiche sparate dell’Autorità Portuale e della Venezia Terminal Passeggeri sull’indotto legato al crocerismo dovrebbero far riflettere dei saggi reggitori della cosa pubblica.
Il Comitato non è contrario alle crociere, non vuole buttare il bambino con l’acqua sporca, vuole che in laguna entrino solo le navi utili e compatibili, ma utilità e compatibilità non possono essere giudicate solo da Autorità Portuale e Vtp, sulla base di studi mai divulgati e anzi secretati. Utilità e compatibilità dovrebbero essere definite da studi autorevoli e indipendenti che il 25 luglio i ministri competenti dovrebbero avviare, dato che fino a oggi il Comune non l’ha fatto, dando intanto immediata applicazione al decreto Clini – Passera che vieta l’accesso in laguna delle navi oltre le 40 mila tonnellate di stazza lorda.

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