La fragilità di Venezia in onda su Radio Rai Tre

di Maria Fiano – Lunedì 25 settembre va in onda “Venezia e le grandi navi: tra gigantismo e fragilità”, audiodocumentario di Alessandro Bresolin.  Per tutta la settimana, fino a venerdì 29 settembre, tutte le sere alle ore 19.45 sulle frequenza di Radio Tre per la trasmissione Tre Soldi

Attraversa le calli veneziane, i canali, la terraferma che si affaccia sulla Laguna in quel groviglio di fumi e ciminiere che è Porto Marghera, l’audiodocumentario curato da Alessandro Bresolin che porta sulle frequenza di Radio 3 la città di Venezia osservata da un’angolazione particolare, quella delle grandi navi da crociera. Ce ne fa sentire i rumori, le voci e i suoni e ci fa ascoltare i pareri di architetti e urbanisti, sindacalisti e ambientalisti, le testimonianze di chi ci abita e le riflessioni di chi da molti anni si impegna per la salvaguardia della città e del territorio lagunare. Ne emerge un vero e proprio affresco sociale di come si vive a Venezia all’epoca delle grandi navi.

I grandi mostri galleggianti diventano così la chiave di lettura per capire la fragilità della città lagunare a fronte del loro passaggio tra la bocca di porto del Lido e la Marittima attraverso il canale della Giudecca.  per metterne in evidenza contraddizioni, interessi in gioco e contestazioni.

Le cinque puntate realizzate in sei mesi di lavoro in presa diretta si susseguono come tappe di un percorso geografico all’interno e all’esterno del centro storico, occasioni per  affrontare le diverse problematiche legate al transito in Laguna delle grandi navi da crociera. Ci ritroviamo, così, a passeggiare lungo il Canal Grande, “la strada più bella che ci possa essere nel mondo” (nelle parole dell’ambasciatore francese de Commynes alla fine del XV secolo), dalla stazione ferroviaria alla Punta della dogana dove le grandi navi da crociera virano per imboccare il Canale della Giudecca sfidando in altezza palazzi e campanili. E ci scopriamo costretti a zigzagare tra i molti turisti che si dirigono verso Piazza San Marco omaggiata come in una cartolina dagli “inchini” delle terrazze delle imponenti MSC Sinfonia, Poesia, Divina… Ci addentriamo poi in uno dei quartieri che più risente le conseguenze negative in termini di inquinamento – dell’aria ed elettromagnetico -, dell’arrivo delle navi, quello popolarissimo di Santa Marta proprio a ridosso dell’area portuale. Per arrivare infine in terraferma, a Porto Marghera, una delle aree proposte come alternativa al passaggio in bacino San Marco dei mostri galleggianti. Progetto, questo, sostenuto dall’Autorità Portuale e appoggiato dalla attuale amministrazione comunale ma fortemente osteggiato dal Comitato No Grandi Navi a causa degli enormi costi in termini economici e ambientali che porta con sé. La soluzione Porto Marghera prevede infatti l’escavo di vecchi o nuovi canali e lo smaltimento di milioni di metri cubi di fanghi provenienti da quest’area inquinatissima.

Puntata dopo puntata si svela la fittissima tela di implicazioni legate al transito della grandi navi: la possibilità di incidenti, la speculazione sulla città, gli interessi economici del porto privatizzato e il rischio che la Laguna si trasformi in una baia di mare. Ma anche il problema del lavoro nelle navi e nei cantieri dove queste vengono costruite: alla Fincantieri di Porto Marghera, la gran parte dei lavoratori è esternalizzata; spesso si tratta di manodopera straniera cui vengono riconosciuti pochi diritti. E ancora attorno alle navi si muove quella industria del turismo “mordi e fuggi” che sta avendo conseguenze devastanti per questa città “unica al mondo”.

Sullo sfondo la questione ambientale, vera protagonista del radio documentario, e quindi inquinamento, erosione dei fondali e la minaccia rappresentata dai progetti di scavo di vecchi e nuovi canali.

    Lascia un Commento

    Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

    *

    x

    Check Also

    L’alternanza scuola lavoro va in crociera! Anche le compagnie navali hanno diritto ai loro studenti da sfruttare, o no?

    ...