Appello europeo ai movimenti per la difesa dei territori, la giustizia ambientale e la democrazia

Venezia è, da oltre mille anni, città simbolo dell’equilibrio tra uomo e natura, la sua magia origina e vive nella e della straordinaria compenetrazione di artificio e natura, pietra e acqua, città e Laguna.

Questo fragile equilibrio è seriamente minacciato dalla macchina del turismo di massa, di cui le grandi navi da crociera sono una delle peggiori espressioni: navi fuori scala, inquinanti, pericolose per l’incolumità di una città patrimonio Unesco, simboli galleggianti dell’arroganza delle multinazionali e della corruzione di una classe politica piegata alla difesa dei profitti privati a scapito del bene comune.

Ma Venezia è viva, contrariamente a ciò che vorrebbero le compagnie croceristiche, il ministro dei trasporti Del Rio, l’autorità portuale e il sindaco Brugnaro.

Da molti anni la città, grazie al Comitato No Grandi Navi, combatte contro il passaggio nella Laguna -e si sottolinea nella Laguna- di questi mostri e contro l’ipotesi di scavo in questa di nuovi canali (immaginate la costruzione di un’autostrada in una riserva naturale).

Il caos istituzionale è totale! In questi ultimi anni sono stati presentati diversi progetti che il Comitato ha contrastato in tutti i modi e che sono stati bocciati dalla commissione VIA (Valutazione Impatto Ambientale). Nonostante questo il ministro dei trasporti, l’autorità portuale e il sindaco insistono nella presentazione di due progetti, ipotesi assurde e devastanti volte a mantenere le grandi navi da crociera dentro la Laguna: il progetto del Canale Vittorio Emanuele che prevede di scavare fino a raddoppiare larghezza e profondità di un vecchio canale del 1925 -abbandonato da più di 30 anni- per far arrivare le navi da crociera, ancora una volta, all’interno della città, ed il progetto di nuovi approdi per le grandi navi da crociera nell’area industriale di Porto Marghera. V’è poi l’ipotesi di una soluzione mista tra le due sopra descritte.

Ambedue i progetti comporterebbero lo scavo di oltre sei milioni di metri cubi di fanghi inquinati ed inquinanti, il rischio di incidenti chimici con il passaggio delle navi da crociera in zone (l’area industriale di Porto Marghera) sottoposte ai piani di Protezione Civile e alle Direttive Seveso.

Ambedue i progetti interferiscono in maniera negativa con le attività produttive e le attività portuali commerciali presenti a Porto Marghera e nel Canale Malamocco –Marghera.

Ambedue i progetti erano stati presentati in passato e furono travolti da una marea di pareri tecnici negativi da parte di diversi enti ed istituzioni.

Ambedue i progetti innescheranno nuovi effetti devastanti nel delicatissimo ecosistema lagunare.

Il comitato si opporrà con tutte le sue forze a queste ennesime vergogne e come sempre dirà: fuori le grandi navi da crociera dalla Laguna!!

La nostra Laguna è stata già coinvolta in un’altra grande opera inutile e devastante che, per di più, ha creato un vortice infinito di tangenti e corruzione: il sistema MOSE!

Venezia è una città unica, certo, ma è al contempo un simbolo globale.

Vorremmo che la nostra città divenisse per due giorni la cassa di risonanza di tutte quelle lotte che oggi, in Italia e in Europa, sono condotte per la difesa dei territori, per la giustizia ambientale e per la democrazia decisionale.

Non mancano certo le opere inutili e dannose, ma non mancano nemmeno meravigliosi esempi di resistenza: ci si batte contro linee ferroviarie ad alta velocità, la costruzione di aeroporti, le trivellazioni e le industrie del petrolio, contro l’inquinamento del suolo, dell’aria, dell’acqua, contro la cementificazione del territorio, l’uso speculativo di terremoti e altre catastrofi, l’estrazione del carbone e l’industria mineraria e molto altro ancora. Ci si batte, quindi, di fatto, anche per un modello di sviluppo che tenga conto della giustizia climatica e per un’idea diversa di società, basata sul rispetto della volontà di chi abita i territori e non sul soddisfacimento degli appetiti di chi li vuole sfruttare a costo di distruggerli per profitto o calcolo politico.

Il 18 giugno abbiamo indetto un referendum popolare autogestito che in nove ore ha visto la partecipazione di oltre 18.105 persone: un successo clamoroso di cui hanno parlato tutti i media nazionali ed internazionali come esempio di democrazia diretta dal basso! 17.874 persone hanno votato SI all’estromissione delle grandi navi da crociera dalla Laguna e al divieto di nuovi scavi in Laguna.

Il 23 e il 24 settembre Vi aspettiamo dunque a Venezia per incontrarci, per confrontarci, per costruire una strategia comune, per agire, perché da qui può partire un nuovo ciclo europeo di lotte.

    11 commenti

    1. Gentili Signore e Signori,
      anch´io appoggio l´appello europeo ai movimenti per la difesa dei territori, la giustizia ambientale e la democrazia! Purtroppo non potrò essere a Venezia in settembre ma Vi auguro buona fortuna e grande successo per la difesa della città più bella del mondo: Venezia!
      Cordialmente
      Barbara di Bonn in Germania

    2. proteggere Venezia é il nostro dovere Venezia come una volta dovrebbe essere esempio di grandi innovazioni quindi Privio di plastica
      E Privio di grande navi
      Basta sfruttamenti

    3. Claudio Tracchia

      Venezia Non ce l’ha nessuno al mondo! Lasciamola fuori dalle grandi speculazioni affaristi che è so vogliamo creare lavoro per i giovani puntiamo sul restauro e il recupero delle grandi opere d’arte che abbondano a Venezia. Già il turismo mordi e fuggi di massa sta facendo i suoi danni. Non aggiungiamo delitto a delitto. Grazie

    4. Francesca Tafuri

      Bisogna porre fine a questo stupro di una delle città tra le più belle al mondo. Le navi che sfiorano piazza San Marco non fanno turismo “vero”, non fanno cultura, sono solo un esempio concreto dell’arroganza imperante di questo capitalismo cieco e massacrante.
      Il 18 giugno ero a Venezia, ho detto il mio Sì con forte convinzione affinché un 18 giugno, magari fra 200 anni, altre persone possano continuare a commuoversi davanti a questa città vestita di mare.
      Grazie

    5. Innanzitutto confermo l’adesione dell’International Alliance of Inhabitants, rete globale di organizzazioni popolari per il diritto alla casa e alla città, all’ Appeal to european movements for the defence of territories, environmental justice and democracy e alle Giornate Europee del 23-24 settembre 2017.

      Approffitto per rinnovare l’invito a partecipare alla Sessione del Tribunale Internazionale degli Sfratti (Venezia, 28-30 settembre 2017) dedicata quest’anno ai guasti provocati dal Turismo, che vede anche No Grandi Navi nel Comitato promotore.

      Nell’attesa di incontrarci, ciao in solidarietà!

      Cesare Ottolini

      info:
      http://www.habitants.org
      http://ita.habitants.org/tribunale_internazionale_sugli_sfratti

    6. andrea cristiani

      La mia totale adesione ad ogni iniziativa contro la mostruosità della presenza a Venezia delle grandi navi. Venezia è, ed è stata sempre per me la città della cultura e dell’anima. E voglio che rimanga tale.

    7. Vittorio e Cécile Morabito

      Ben venute tutte le iniziative utili a proteggere Venezia dall’arrivo dei terribili mostri marini. Uno di questi era più alto dei cavalli di S. Marco e sbarcava una massa umana che per il gran numero ben poco poteva vedere e gustare, senza valutarel’intralcio provocato.

    8. la delicatezza ed il fragile equilibrio della nostra laguna va tutelato e rispettato, questi grandi mostri del mare, che non dico debbano essere abbattuti o distrutti, negli oceani o nei mari aperti sono meno rovinosi e mezzi piacevoli su cui viaggiare ma, le lagune non possono supportare tali giganti. Il loro movimento non è innocuo… Credo che vi possano essere delle buone soluzioni altre per far approdare a Venezia tutti coloro che vogliono visitarla. La via del mare possa essere percorsa rispettando limiti e necessità del territorio già angustiato da un sovraffollamento sregolato ed invadente.
      L’appello Europeo è cosa giusta ed è nostro dovere di cittadini Veneziani, spogliati di ogni diritto di esserlo, unirci e dialogare in merito a questo scempio.

    9. In tutto il mondo i vecchi porti lagunari dai bassi fondali si sono spostati verso l’ verso il mare. Così ha fatto Amsterdan, Roterdam verso
      l’oceano, Londra verso la foce, Genova prima verso il mare poi sempre più a ovest verso Voltri, Montecarlo su un avamporto galeggiante
      trainato e ancorato al vecchio porto, Marsiglia si è spostata dalla costa e si è spinta sempre più verso ovest.
      A maggior ragione questi elefanti che calpestano il giardino di Venezia devono uscire dalla laguna, perché le leggi Speciali emanate dallo Stato
      e il Piano della Laguna prescrivono di alzare i fondali alle bocche di porto riportandoli a loro livello naturale di 8 mt.a
      riprestinando cosi l’equilibrio idrodinamico della laguna e fissa il limite di stazza delle navi a 90mila tonn. e 240 metri di lunghezza. Uno Stato
      di diritto non può non rispettare le sue Leggi, pena la sua stessa credibilità. Yvonne Girardello

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