Venezia scende in campo per la giustizia climatica

Dopo il meeting di Vicenza del 27 gennaio, decine di realtà sociali e singolarità si sono ritrovate a Venezia per un grande happening, oggi, sabato 23 febbraio.

 

I molti banchetti e gazebi di comitati e realtà sociali hanno animato campo Santa Margherita, per antonomasia luogo di scambio e di incontro di Venezia, luogo dove è ben percepibile l’impatto della turistificazione della città. Oltre al locale comitato No Grandi Navi, la critica al modello di sviluppo basato su grandi opere inutile e dannose è stata portata da tutte le realtà che il 27 gennaio a Vicenza hanno contribuito alla creazione della piattaforma veneta per la democrazia climatica. Giustizia climatica globale, ma anche una ferma opposizione al modello di sviluppo regionale imposto dal ventennale governo leghista, i temi portanti di questo happening, oltre all’urgenza di mobilitarsi per bloccare il climate change e i suoi devastanti effetti in tutto il pianeta. In diversi interventi viene rilanciata la necessità di avere un approccio mirato al cambio radicale del paradigma produttivo che è alla base del cosiddetto “antropocene”, l’epoca in cui l’essere umano è diventato responsabile di vere e proprie mutazioni geologiche.

Diversi stimoli arrivano dai numerosi interventi fatti in piazza, tra questi uno dei più significativi è il rilancio della giornata di mobilitazione del 15 marzo con il Friday For Future, mobilitazione che coinvolge sempre più studenti e studentesse uniti per ilclimate strike, lo sciopero climatico.

Anche in Italia il Friday for Future sta crescendo, diventando così un passaggio fondamentale nel percorso che culminerà il 23 Marzo a Roma con la grande manifestazione nazionale lanciata dai numerosissimi comitati contro le grandi opere e per la difesa dei territori. Quello che è certo è che c’è molta determinazione nella costruzione di una dinamica globale di lotta al cambiamento climatico.

Campo Santa Margherita diventa così il luogo di rilancio della “Marcia per il clima, contro le grandi opere”. Leggi l’appello emerso dall’assemblea di sabato 26 gennaio alla Sapienza. Qui l’evento della giornata.

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