ALTRE 4 MULTE: C’ERAVAMO QUASI

ALTRE 4 MULTE: C’ERAVAMO QUASI

Sono passati poco più di 10 giorni da quando abbiamo aperto la raccolta fondi per le multe che sono arrivate al nostro Comitato.
In 13 giorni abbiamo superato i 19.000 euro: un risultato che non sognavamo nemmeno. Un’ondata di solidarietà ci ha travoltə cogliendoci di sorpresa. Perché dietro quei 19.000 euro ci sono i volti di migliaia di persone che nonostante il momento, nonostante le difficoltà – che sono tante, tantissime, e lo sappiamo bene – hanno deciso di aiutarci. Amiche e amici che hanno dato quello che potevano contribuendo alla magia, trasformandola in realtà.
C’eravamo quasi, ma ieri abbiamo ricevuto una cattiva notizia. La Capitaneria di Porto ci ha inflitto altre 4 multe da 2.000 euro l’una per un’iniziativa che risale a pochi giorni prima della manifestazione del 24 settembre 2017, al 18 settembre 2017. In quell’occasione alcuni Angry Animals si erano appesi allo scafo di una nave ormeggiata mostrando uno striscione che recitava «Save the planet – save the lagoon. Stop climate chaos, stop cruise ships!». Un’operazione durata pochi minuti senza alcuna conseguenza sulla nave o su qualsiasi altra cosa. Oggi, a due settimane di distanza dalla consegna delle altre sette multe, quattro attivisti sono stati raggiunti da altre quattro multe legate a quell’iniziativa: e non per essersi appesi allo scafo, ma per essere stati a bordo delle barche vicine e aver scattato fotografie.
C’eravamo quasi, perché il sostegno e il supporto che abbiamo ricevuto sono andati oltre ogni più rosea prospettiva. Ed evidentemente non poteva andare così, c’era bisogno di rincarare la dose.
Credono di averci stroncato? Si sbagliano. Ci serviranno altri 8.000 euro, è vero, ma crediamo che la solidarietà vincerà anche questa volta.
Tantə artigianə e artistə hanno messo a disposizione del Comitato i propri lavori e le proprie opere per un’asta di beneficienza. Si terrà online venerdì 2 aprile, quella sarà l’ultima occasione per sostenerci e aiutarci a raggiungere la nuova cifra richiesta: 28.000 euro.
In questi anni abbiamo sentito il calore nelle manifestazioni e nelle assemblee, quella gioia indicibile che talvolta solo il condividere una battaglia può dare: questa volta lo abbiamo sentito nel momento di più grande difficoltà. Quando dopo un anno di isolamento, di lontananza dalle piazze, la Capitaneria di Porto ha deciso di colpirci con una vera e propria vendetta amministrativa. Non sono bastate le denunce e i processi di tutti questi anni, serviva anche infliggerci una pena economica.
Ebbene, nonostante la lontananza e l’isolamento, l’aver raggiunto quasi 20.000 euro in 13 giorni è una chiara dimostrazione che il popolo No Navi c’è, continua a (r)esistere e che lo fa con ogni mezzo necessario. Significa che la battaglia di cui ci siamo fatti portavoce per la prima volta 9 anni fa è viva e forte, e lo sarà finché Venezia e la sua laguna non otterranno giustizia. Dimostra tra l’altro che questa è una battaglia cara non solo a chi qui ci vive, ma a tantissime persone sparse in tutt’Italia e in tutto il mondo.
Ormai è passato un anno da quando l’ultima nave ha attraversato il canale della Giudecca, un anno da quando la pandemia ha sospeso la possibilità di effettuare viaggi in crociera. In questo anno abbiamo visto in che modo la crisi del settore crocieristico abbia messo in ginocchio migliaia di lavoratori e lavoratrici a Venezia. Un esito assolutamente prevedibile nella misura in cui ormai da decenni la nostra città si è sviluppata sul solo indotto turistico. Quello che abbiamo vissuto quest’anno crediamo abbia portato tuttə noi a riflettere a lungo sulle conseguenze di anni di turistificazione folle, noi abbiamo covato la speranza che questa riflessione portasse a un’inversione di rotta nella gestione della città. Abbiamo pensato che a un anno dallo scoppio della pandemia avremmo vissuto in una città che tentava di risollevarsi partendo dall’economia cittadina, da uno sviluppo portuale tarato su fattori diversi, ma siamo rimastə delusə, e come noi in moltə. È per questo che siamo convinti che un tavolo cittadino che discuta tutte le opzioni possibili per trovare finalmente una soluzione definitiva sulle grandi navi sia quello che serve ora alla nostra città e che ci stiamo attrezzando per organizzarne uno nella giornata del 10 aprile.
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Per sostenerci puoi effettuare una donazione nei seguenti modi:
• Bonifico online tramite PayPal: https://paypal.me/venezialaguna
• Bonifico bancario alle seguenti coordinate: IBAN IT15N0306967684510768453551 (intestatario: Venezia Laguna APS)
• Donazione c/o la nostra sede ai seguenti orari:
martedì: 10:00-12:00 e 17:00-19:00
giovedì: 10:00-12:00 e 17:00-19:00
sabato: 16:00-18:00

 

[English Version]

FOUR MORE FINES: WE ALMOST DID IT

 

Few days ago we launched a crowdfunding, for paying the fines we received. in 13 day we collected more than 19.000€! We were so close to our goal, and we reached it thanks to the unexpected solidarity that all of you sent us. Despite the hard period, despite all the problems, thousands of people helped us. Every single drop has made the big wave our community has created.

And we almost did it. However, two days ago we received a very bad news. Four activists were hit with as many fines of 2.000€ each for a blitz on 18 September 2017, when the Angry Animals hung from the hull of a ship to show a banner. There was no damage to the ship, and the action lasted few minutes. The activist fined were not hanging from the ship, they were on board of other boats, some of them were taking pictures.

We almost did it, because the support we have received has gone beyond any immagination. Yet, another low blow was needed. But they will not stop us! We need to collect 8.000€ more. However, we believe in the fact that solidarity will win once again.

And we will rise again. Artists and craftsman have made their works available for a charity auction to be held online on 2 April. Until then, our donation channels will remain active. That will be the last chance to support and help us to reach our new goal: 28.000€.

The incredible number of donations received is the real demonstartion of the fact that our fight is still alive, and it will be until when Venice and its lagoon will be safe. And it also shows that our struggle is not only of those who live in Venice, but of all those who love this city, in Italy and all around the world.

It has been a year since the last big ship passed through the Giudecca channel; a year since the pandemic to blocked the possibility to travel in cruiseships. During this year we have seen how the crisis of the industry left thousands of Venetian workers on their knees. An inevitable outcome, for in the last decades our city has developed solely according to the market logics of mass tourism. What we have been through pushes us to reflect on the consequences of uncontrolled tourism. We hoped it would also lead to a fundamental turning point in the administration of the city: namely, a recovery based on new local economies and a development of the harbor compatible with the city. We, and many others, were left disappointed.

This is the reason why we are convinced that a city debate on the other possible alternatives for cruiseships in Venice is what is needed the most now. We are organizing one on the 10th of April.

You can help us in many ways:

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