Comunicato a commento delle aperture del presidente dell’Autorità Portuale

Abbiamo sempre fatto credito di intelligenza al presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, per cui non ci stupisce che sia approdato alla linea del Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune. L’attuale modello di crocerismo e alla fin fine di portualità è indifendibile, la rincorsa al gigantismo che caratterizza le compagnie da crociera non ha probabilmente limite e avrebbe finito comunque per tagliare fuori Venezia, dunque l’unica alternativa possibile è fare quanto il Comitato sostiene da quando è nato: puntare su navi compatibili con Venezia e con la laguna, nel numero che verrà definito attraverso un limite di sostenibilità turistica che la città si deve dare, pena altrimenti diventare Disneyland.
Costa ha capìto che era solo questione di tempo, che lo stesso mercato delle crociere e l’indignazione della Cultura internazionale per quanto si sta perpetrando a Venezia avrebbero presto o tardi posto fine allo scandalo delle grandi navi in laguna e nel cuore della città e ora chiede quanto il Comitato è riuscito a suo tempo a introdurre nel Pat (Piano di Assetto del Territorio): studi seri e autorevoli che determinino i limiti di compatibilità (dimensioni, pescaggio,dislocamento, carburanti puliti, etc) e freno al turismo compreso quello croceristico. Ci stupisce, semmai, che su questa linea, che evidentemente è l’unica realistica e sulla quale si sarebbe dovuto da tempo muovere il Comune dato che l’ha sposata col Pat, dalle parti di Ca’ Farsetti non si sia mossa foglia e si insista con l’idea di portare le navi a Marghera, come se l’unico problema fosse quello del loro passaggio in Bacino di San Marco, e non anche il gravissimo inquinamento e la devastazione della laguna.
Ora, se l’apertura di Costa non è strumentale, si aprono le condizioni per un vero dialogo tra Autorità Portuale e Comitato NO Grandi Navi, un dialogo di contenuti sulle soglie di compatibilità e di sostenibilità alle quali entrambi miriamo, noi da sempre, Costa da ieri. Servono dunque quegli studi che chiediamo da mesi, e il fatto che ora questi possano venire promossi in collaborazione con le due università veneziane, con lo Iuav e con Ca’ Foscari, è una prima garanzia necessaria ma non sufficiente, perchè non è un segreto per nessuno che spesse volte è l’articolazione della domanda che determina la risposta. Andranno dunque attentamente verificati i contenuti della commessa del concorso di idee internazionale proposto da Costa, il quale intanto, per dimostrare che la sua apertura non è una boutade, potrebbe ritirare le osservazioni al Piano di Assetto del Territorio presentate dall’Autorità Portuale col chiaro obiettivo di vanificare la portata dell’emendamento del Comitato che mira a escludere dalla laguna le navi incompatibili.
Ci incontreremo con Costa molto volentieri: il 10 novembre se sarà a San Basilio, nel corso di una grande festa popolare che stiamo organizzando per chiudere in allegria la raccolta delle firme per l’estromissione delle grandi navi dalla laguna, altrimenti troveremo assieme un’altra occasione.

Silvio Testa
Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune

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